Milano non ti piace? Allora, gentilmente, apri gli occhi oppure gira i tacchi e tornatene a casa.

Premessa: non parlo, ovviamente, di chi arriva qui da situazioni insostenibili, da scenari invivibili, da condizioni di vita rese disumane da guerre e povertà estrema.

So benissimo che tutto è relativo e non è mia intenzione agitare gli animi, tuttavia non riesco proprio a tenere la bocca chiusa.

Mi prudono le mani quando mi capita di incontrare persone che hanno scelto – e sottolineo scelto – di vivere a Milano per costruire la propria carriera professionale e che trascorrono metà della loro esistenza lamentandosi di questa città.

Ora, so benissimo che c’è la crisi, so benissimo che il lavoro non cresce sugli alberi, so bene anche che Milano rappresenta un traguardo per molti ragazzi che studiano e vogliono costruire qualcosa.

Amo ogni angolo di questo paese, conosco le città, le campagne, le spiagge… sono andata a Pantelleria in macchina per il piacere di gustarmi ogni chilometro d’Italia (lo so che attraversare un’amena località non significa scontrarsi quotidianamente con i limiti di un piccolo centro, spesso isolato dal mondo… metto le mani avanti ogni due righe ;) )

Quello che mi fa imbestialire è l’atteggiamento di quelli che vengono qui e che, neanche fosse uno sport olimpico, buttano – scegliete pure un sostantivo a vostra discrezione – su Milano, sul tempo, sul traffico, sui milanesi, sugli stranieri e via dicendo.

Io a Milano ci sono nata, trent’anni fa, figlia di due svizzeri che qui sono venuti a costruire ognuno per conto suo il proprio futuro (sì, erano anni diversi, il boom economico, era tutto più facile,…) e che qui si sono incontrati, innamorati e sposati.

Sono una privilegiata, ho avuto la possibilità di viaggiare, di studiare all’estero, sono fuggita mille volte da questa città… eppure ho sempre avvertito il desiderio di tornare (sì, certo questa è casa, facile avere voglia di tornare a casa…).

L’ho sempre amata e odiata, eppure due anni fa ho fatto una scelta importante: ho comprato casa. Ho messo radici in un luogo che prima non avevo mai “sentito” casa, forse per colpa delle mie origini.

Sto divagando, torno al punto: io qui ho deciso di restare perchè sono convinta che Milano possa mettermi nella condizione di realizzarmi come persona e come professionista.

Da quando sono tornata in pianta stabile mi sono costretta a guardare la mia città con gli occhi di un bambino, di svegliarmi ogni mattina con la curiosità di chi non la conosce, con la voglia di scoprire cosa mi può offrire.

Per questo motivo, spesso, con gli amici nei fine settimana ci ritroviamo per le V.M., le vacanze milanesi: giriamo per la città, andiamo a pranzo sui Navigli,  passeggiamo per Brera, scattiamo fotografie, andiamo a vedere delle mostre, ci perdiamo in libreria… facciamo i turisti nella città in cui viviamo (per scelta o per necessità, in quei momenti poco importa).

Conclusione: consiglierei a tutti coloro che passano tre quarti della propria vita a lamentarsi di quanto Milano è grigia, triste e morta, di uscire dalla loro bara mentale e di andarsi a prendere ciò che desiderano.

Sì, perchè se a Milano si trova lavoro (e anche su questo si potrebbe aprire un dibattito), a guardar bene, potreste rimanere stupiti da quanta cultura e da quanto divertimento offre questa distinta signora che detesta ostentare, alzare la voce e che – se avesse la possibilità di decidere – farebbe volentieri a meno di chi non ha occhi per scoprire e cuore per ascoltare.

45 thoughts on “Milano non ti piace? Allora, gentilmente, apri gli occhi oppure gira i tacchi e tornatene a casa.

  1. cavoli, micaela, ci vai giù pesante.
    concordo con quanto dici. da “immigrato” (sono di salerno) penso che milano sia una città piuttosto bella, in cui si vive bene e che offre tanto sia culturalmente che professionalmente (a chi riesce a cogliere, ovviamente)…
    Le uniche cose che mancano a Milano (secondo me) son di natura morfologica, ovvero un vero fiume e qualche piccola collina! :-)

  2. è questo il punto.. non ci sono colline, nè montagne, nè fiumi, nè spiagge.. e il sole latita con frequenza… e questi sono dati di fatto.

    Indi, è il caso di smetterla di pensare a quello che manca (ovviamente lo dico anche a me… non sono certo immune da momenti di sconforto violenti!) e prendere ciò che la città offre.

    Quando poi c’è bisogno d’aria, da Milano in un’ora si può andare al mare, al lago, in collina, in montagna… io questo punto non lo sottovaluterei :)

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  4. E’ un fatto, purtroppo, che la politica, ha puntato tutto su due città: Milano e Roma.
    Le altre sono state considerate sacrificabili, e sono state sacrificate. Questo impone a molte persone di doversi spostare per lavoro, e questa non è una scelta tra una carriera sfolgorante e l’anonima vita di una città di provincia: è la scelta tra occupazione e disoccupazione. Non credo che questo imponga un annientamento dello spirito critico in chi si deve trasferire per lavoro.

  5. Io ci sono nato, e ci vivo da sempre.
    La questione è che è proprio “l’atmosfera” che è pesante.
    Conosco questa città sotto ogni aspetto e quasi centimetro per centimetro, ci sono tanti luoghi che amo, come tante “situazioni”, culturali, artistiche, di aggregazione.
    Ma è indubbio che continui a sentire questo peso sull’anima, questa “atmosfera”.

  6. Nonostante non ami Milano in assoluto per l’assenza di mare, sono sempre stato convinto che lamentarsi serva a poco. Occorre prendere il meglio dalla situazione sempre, e Milano offre comunque tante cose.

    Poi trovo che la cosa fondamentale sia il fattore umano: quando hai accanto un ecosistema di affetti, ogni luogo diventa importante. Avere poi qualcuno che ama la città come te, e poterla vedere attraverso i tuoi occhi, farebbe innamorare chiunque.

  7. ciao Miki,
    il post mi piace ma non sono sicuro che il realizzarsi come persona sia direttamente legato alla città in cui si decide di vivere (o si deve vivere). E’ molto più questione di forza e di ideali, di modelli e stili di vita: Milano offre un modello per la realizzazione delle persone? non ne sono sicuro. ciao

  8. Se non fossi a mio modo un privilegiato anch’io, ti direi di andare a lavorare ;)
    mmm… dici che hai girato, immagino che tu abbia visto altre città e ti renda conto di quante incredibili occasioni si perdano ogni giorno a milano, di quanto ci voglia per aggiustare una strada o per fare (o non fare) il fottutto parcheggio della darsena. Che nel resto d’Italia vada peggio non è una scusante, perché in germania, in francia o anche solo ad atene, sono molto più reattivi di noi… no anzi non”noi”… più reattivi dei nostri amministratori che non fanno niente, al massimo provano, con scarso successo, a rallentare il declino, facendo migliaia di promesse impossibili da mantenere.
    Forse l’arma giusta è proprio l’ottimismo, ma ci vuole un bello sforzo.

  9. ciao Franco,
    nemmeno io credo che Milano contenga la formula magica per la realizzazione di sè stessi.
    credo che ognuno debba trovare la propria strada ascoltandosi e comparando le alternative possibili.
    Io ovviamente parlo di Milano perchè è il “mio” centro, la “mia” casa (più per scelta che per vissuto direi a questo punto).
    Quello che mi fa arrabbiare è chi al posto di occuparsi di sè stesso e preoccuparsi per il proprio cammino, dia sempre la colpa a fattori esterni. Non dico che non contino, dico solo che fossilizzandosi su queste cose, andare avanti diventa impossibile.
    Un bacio
    m.

  10. Ciao,
    sono Alessia e volevo farti i complimenti per l’articolo, con il quale concordo pienamente!
    Io sono una ragazza milanese che ama la sua città perchè offre tutto, dalla cultura allo shopping, dal lavoro al divertimenti…non manca nulla!
    L’unico problema è che la gente non vuole vedere quello che la città offre di bello, come un vicolo dei lavandai, il duomo, castello, e moltissime altre cose!

    Grazie!

  11. Io ho alzato i tacchi, anche se era la mia città, ed è stata la scelta più saggia che abbia mai fatto. Adesso peraltro, dopo l’eroica ricostruzione di tutta la mia vita da quasi zero, posso anche permettermi di parlarne male. E lo faccio di gusto tutte le volte che posso. E lo faccio con gli amici vecchi, con gli amici nuovi, con i semplici conoscenti, con i clienti, con gli allievi, con tutti quelli che posso e con grande, grandissima soddisfazione. E ogni volta che ritorno mi lamento, a buon diritto e con tutte le carte in regola.

  12. Micaela, ho postato questo post sulla mia pagina di FB, perchè lo condivido parola per parola, riga per riga.
    Io sono pugliese, vivo dal 1987 a Bergamo, e per fortuna ho potuto prima studiare, poi lavorare a Milano, dove conto di trasferirmi, definitivamente, a prestissimo.
    Quello che tu dici, l’ho sempre detto a tutti: chi non ama Milano, è perchè ne vive i lati peggiori, si alza prima che sorga il sole, fa a pugni in metropolitana (o litiga nel traffico), va le sue otto ore in ufficio, esce che il sole è tramontato, e torna a fare a pugni in metro o nel traffico.
    Non si è mai preso il tempo di fare due passi a piedi, un giorno che non lavora, e invece di guardare per terra, alzare gli occhi (non ci sono abituato nemmeno io che sono qui a parlarne), e godersi gli ornamenti degli infiniti bei palazzi che delimitano queste vie e queste piazze.
    E poi noi italiani siamo, in tutto, una massa di brontoloni: gli stranieri sanno godersi il bello di milano, molto più della maggior parte degli italiani.
    Potrei parlare per ore dell’argomento, intanto ti rinnovo i complimenti per un post che ho sentito infinitamente “mio”

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  14. Micaela Grazie!!!

    Io oltre che essere di Milano,
    sono della sua Via più famosa in questi giorni,
    della bellissima Via Padova e non scambierei la Mia Milano per niente al mondo!!!

    Premetto che ho abitato per anni all’estero,
    in Olanda (Amsterdam),
    Polonia(Cracovia),
    Spagna(Valencia) e UK(Londra e Hampshire),
    benchè bellissimi fantastici e con i loro pregi e difetti,
    vuoi mettere con la Nostra Milano?

    L’aperitivo

    S.Siro

    Il panzerotto da Luini

    I Navigli

    Leonardo

    La metropolitana che ti permette di dare gli appuntamenti alle 8.00/ 8.05 mentre in altre città li dai tra le 8.00 e le 9.00

    e se proprio son stanco della freneticità e ho bisogno di una vacanza in 1 ora son al mare o in montagna a sciare…

    Se non vi piace e non le volete bene,
    ciao e tanti saluti,
    chi non la vuole non la merita ;P

    P.S: concordo anche per il lavoro e a proposito di nebbia mi sembra di averne visti 3 giorni quest’anno e non di più

  15. Cavoli Carlo, non ho mai vissuto a Londra, ma la ammiro infinitamente, e mi ha stupito questo commento da qualcuno che ci ha vissuto.

    Comunque Milano ha un cocktail unico in Italia, tra efficienza di tutti i servizi di livello quasi europeo, e lo spirito italiano unico al mondo, di derogare alle regole per dare una mano al prossimo in difficoltà: il vero motivo che rende lo stile di vita italiano inimitabile…

  16. ciao voi :)
    la discussione che questo post ha generato qui e su friendfeed mi ha letteralmente travolta (in senso positivo ovviamente). Ieri, nel giro di poche ore si è aperto un vero e proprio dibattito che dimostra – a prescindere dalle valutazioni positive o negative – che ci sono un sacco di persone che non passano la vita “ad asciugar gli scogli” ma che, anzi, si indignano, fanno critiche costruttive, vedono con una lucida obiettività la realtà in cui vivono per scelta o per necessità.
    Il mio “sfogo” era rivolto a chi vive la propria esistenza abbarbicato su un trespolo e osserva, commenta, giudica dall’alto senza mai muovere un dito e senza mai fare lo sforzo di vedere anche il lato buono delle cose.

    Sarebbe veramente fantastico se tutti una volta nella vita fossimo costretti a vivere la vita di qualcun’altro per qualche giorno. Sono convinta che dopo una simile esperienza ci verebbe naturale ritarare il nostro punto di vista in relazione a noi stessi e a ciò che ci circonda.

    Un sorriso,
    m.

  17. si ma dai siamo seri, chi di voi ha girato l’europa? qui non si tratta di confrontare Milano con Palermo qui si tratta di confrontare Milano con una qualsiasi media citta’ europea. Ma quali servizi? c’e’ una metropolitana tra le piu’ brutte del mondo (ERA la piu’ bella). Ma un km quadrato di Brera giustifica le brutture sparse sul 99,9% di una citta’? Il traffico e l’inquinamento sono paragonabili a quelle delle altre citta’ europee? perche date queste cose per scontate, nelle altre citta’ non funziona cosi’. E poi, ci mancherebbe che non ci fosse Duomo e Sforzesco, voglio dire, stiamo parlando di piu’ di un milione di abitanti. Una citta’ senza un piano urbanistico… una situazione del verde e’ a dir poco scandalosa. Forse non e’ chiaro ma citta’ non e’ sinonimo di assenza di verde, questo succede solo a Milano. Ma che stiamo a dire, vogliamo confrontare Barcellona con Milano? Lione con Milano? Dublino con Milano? Monaco con Milano? o anche Riga con Milano? o Amsterdam? o Vienna? ma stiamo scherzando, qui siamo lontani anni luce.
    Dove andate al mare in un’ora?… ma fate il piacere! o siamo al bar dello sport tipo “io da casello a casello”…
    Se poi il confronto lo facciamo con Canicatti’ va bene ma io per mia natura i confronti li faccio al rialzo.

  18. Io ho vissuto a Milano nove anni, ai tempi della “Milano da bere”. Ero studente e venivo da Ancona, una città-necropoli che di bello ha solo il mare e pochissimo altro. A Milano ho passato tra gli anni più belli della mia vita, ho conosciuto persone davvero meravigliose (alla faccia di tutti quelli che dicevano che i milanesi sono freddi, scostanti eccetera), mentre mia sorella che ha vissuto nella “calda” Bologna non ha fatto un’amicizia nemmeno col binocolo.
    Ho vissuto in una Milano che, tra gli anni ’80 e ’90 era credo al meglio della forma, centri sociali, concerti, una vitalità che, in ambito italiano almeno, era davvero notevole. Poi ho vissuto in Medo Oriente, ora ad Atene. Ogni tanto torno a Milano per lavoro e devo dire che, forse perché la guardo ancora con gli occhi di chi ci ha vissuto nella giovinezza, la guardo e la cammino sempre con tenerezza. Non ci tornerei a vivere (ne ho avuto la possibilità), come però non tornerei a vivere in Italia, però questo è un “problema” mio, direte. Capisco l’autrice di questo post perché a me la gente che si lamenta non è mai piaciuta. Se non ti piace una cosa o cerchi di cambiarla o te ne vai. Io infatti me ne sono andato. E, come ha detto qualcuno, sento di non aver mai fatto una scelta migliore.
    Un saluto a tutti i milanesi, di nascita e di adozione. Godetevi Milano, perché se lo merita.
    Solo, un’osservazione: ma è possibile che in una città che ospiterà l’Expo del 2012 piova all’interno di una Linea del metrò (la 3), con tanto di bacinelle a raccogliere l’acqua?
    Non vivo in Svizzera, ma su certe cose anche i greci ci danno qualche spanna.

  19. @degus sono pienamente d’accordo sul fatto che ci siano molte cose che a Milano non funzionano.. questo mio “sfogo” non è nato per tessere le lodi della mia città (che amo e odio con una passione che di svizzero ha proprio poco), nè per rispedire a casa chi viene a Milano perchè ha bisogno di un lavoro, sono figlia di immigrati.. sarei una cretina (francesismo) se così fosse.

    Milano in realtà era un pretesto per parlare di un atteggiamento sterile in cui mi imbatto spesso e, cioè, quell’abitudine (che mi fa venire l’orticaria) di parlar male senza mai – veramente mai – provare a pensare a delle soluzioni, senza mai proporre qualcosa di costruttivo. E questo nelle situazioni più disparate.

    Egoismo, qualunquismo, menefreghismo… non so come chiamarlo, forse è un mix tossico di tutti questi elementi.

    Passeggiare per Milano e coglierne il bello mi serve da carburante, da stimolo per avere la voglia, l’energia e il coraggio di provare a fare qualcosa per questa città che ha urgentemente bisogno di una mano per rimettersi in piedi. E, più in generale, mi spinge a voler lottare con tutte le forze contro una forma mentis che rischia di cristallizzare il nostro paese nel grottesco modellino di una nazione, tramutandolo in un ridicolo soprammobile di pessima fattura.

    @groucho un giudizio obiettivo, reale e, giustamente, non benevolo che, tuttavia, non lascia in bocca solo un sapore amaro. A me fa venir voglia di migliorare (andando a vedere cosa accade altrove, in Grecia ad esempio).

    Un sorriso e grazie per il vostro tempo (so bene quant’è prezioso).
    A presto,
    m.

  20. Credo che buona parte di chi è a Milano per lavoro non possa scegliere di vivere altrove. E se potesse lo farebbe.

    Chi vede tutte queste meraviglie a Milano… che dire. Gusti. D’altronde, ad esempio, le mosche amano la merda. Per dire.

    Ognuno ha i suoi standard.

  21. “Chi vede tutte queste meraviglie a Milano… che dire. Gusti. D’altronde, ad esempio, le mosche amano la merda. Per dire.”

    Questa frase è emblematica: io ed altri forse, per amore, vediamo la situazione troppo rosea. Altri forse la vedono troppo negativa, per troppo odio.

    C0sa vuol dire “la metropolitana più brutta del mondo”??? Nel resto d’Italia intanto se la sognano, ed il complesso dei trasporti pubblici, per chi li usa da 15 anni come il sottoscritto, è sempre stato soddisfacente, e pazienza se piove nella metropolitana.

    “Ma un km quadrato di Brera giustifica le brutture sparse sul 99,9% di una citta’? ”
    Beh, chi non si sa godere Milano pensa appunto che Brera sia l’unico angolo esteticamente decente.

    “La situazione del verde è a dir poco scandalosa”
    Anche qui, se mi voglio godere la città, ho dei parchi godibilissimi, sparsi qua e la.
    Se poi vogliamo fare polemica, è un altro discorso…

  22. Pingback: Della coerenza e dell’incostanza – riflessioni sul CV « Creatura di Sabbia

  23. Prima di venire a vivere a Milano ho conosciuto molti milanesi che amavano lamentarsi della loro città di origine. Era una cosa che mi stupiva. Io torinese non passavo le ore a parlare male di Torino. Ora vivo a Milano e la sto poco alla volta scoprendo. Credo che sia una città difficile, ma che riserva molte sorprese, che sto scoprendo e condividendo sul blog http://www.survivemilano.it
    Chi vuole, qui può condividere i suoi posti preferiti e scoprirne di nuovi.

  24. @Bruna Bello il blog, interessante e utile.. unico neo, la seconda parte del sottotitolo “Nonostante Milano” :)
    un sorriso
    m.

    @PDG Merito di una Canon (la mia Nikon sta ringhiando!) ;)

  25. sono perfettamente d’accordo, mi rispecchio nelle tue parole, e questa distinta signora da cui ero fuggita mi sta mostrando tutta la sua dignità, perchè per chi sa ascoltare, parla, e con gentilezza. come una vecchia rimasta vedova che se ne va in giro agghindata nobilmente raccontando a chi le sorride a una fermata del tram la storia di suo marito durante gli anni della guerra.

    grazie!

  26. miki, sto pensando a una cosa intelligente da scrivere ma non mi viene in mente niente…secondo me non ci sono torti e ragioni…ma semplicemente i fatti che parlano. Bello quando dici che non serve a niente lamentarsi e che e’ la cosa piu facile da fare, mentre la cosa piu difficile e’ smettere di lamentarsi ed essere il primo a fare la prima mossa, a sorridere per primo al milanese che incontri al super invece della solita indifferenza.. Solo cosi si cambiano le cose..me l hai detto tu quella sera, e l’ho sempre saputo dentro di me.

    Adesso lo so, pero per capirlo ho dovuto andarmene via da Milano, perche non ce la facevo piu a lamentarmi. E da qui (la spagna), avendo conosciuto una nuova realta..posso veramente dire che non ci tornerei mai a vivere a Milano, e’ come potere scegliere tra un caffe cattivo e uno buonisimmo, quale scegliero mai..?!?!?

    • ciao tu. come dici giustamente: “è una scelta”.

      è sempre una scelta. l’importante è essere consci di questo e agire di conseguenza.

      tutto qui, tutto molto più semplice di quanto appaia a un primo sguardo superficiale.

      ma in “gita” ci torni a Milano, vero? :)

      a presto, Francesco.
      un sorriso,
      m.

  27. Pingback: Bespoken o “Del duro mestiere del Sarto” « Creatura di Sabbia

  28. Milano!! E chi la odia… Il fatto che non ci vorrei tornare mai più… ma purtroppo per lavoro ecc ecc!!!
    Fammi il favore trovami il lavoro nella mia città e credimi che i tacchi li alzo ben volentieri.
    Mare in un’ora? ma dove abiti? Brera? Ma vai a Taormina! Navigli? sotto overdose di Autan!!!
    Tienitela stretta la tua verde Milano…scusa chiudo perché sta entrando troppo sole nel mio lussuoso monolocale!

    • Ciao Dario,
      il punto non è se Milano è bella o brutta, quello che mi fa imbestialire è chi vive in questa città e spende tutte le sue energie per lamentarsi.

      Voglio dire, se uno a Milano ci viene per lavoro (perchè a casa sua non ha le stesse opportunità e so bene che questo succede nella stragrande maggioranza dei casi), e quindi qui si deve costruire una vita, forse farebbe bene a cercare le cose che possono fargli bene.

      Penso alla costruzione di legami d’amicizia, al visitare mostre e musei, all’esplorare i dintorni (Camogli è a due passi da Genova ed è un posto meraviglioso…dai, forse non un’ora, ma un’ora e venti), all’ andare ai concerti e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

      Se uno viene qui, si chiude in ufficio per fare il lavoro che ama o che lo fa guadagnare moltissimo, e poi quando esce non ha una vita… non so quanto senso abbia trasferirsi in questa città.

      Forse allora sarebbe piu’ saggio fare un lavoro meno appagante ma che dia la possibilità, una volta fuori dall’ufficio, di avere davanti al naso tutte le cose che si desiderano.

      Il tema è delicato, a ogni modo, resto fermamente convinta che (a parte casi drammatici) la nostra vita ce la costruiamo noi. E’ per questo che do di matto quando vedo e sento persone che trovano sempre tutte le cose negative e non si sbattono (un francesismo) a trovare il bello nelle cose.

      Costringerei tutti – forse l’ho già detto – a trasferirsi in un altro posto e a fare un altro lavoro per un po’. Sarebbero costretti a rivedere il proprio punto di vista, forse imparerebbero a relativizzare maggiormente l’universo che hanno intorno e imparerebbero ad andarsi a cercare le cose belle – per loro e per nessun altro – in qualsiasi luogo.

      Lo dico con cognizione di causa, dato che ho lavorato all’estero in diverse occasioni e ho addirittura gestito un baretto sulla spiaggia in Malesia; lavoravo davanti al mare, alle mie spalle la foresta e intorno c’erano le scimmie… un paradiso, ma ti assicuro che dopo un po’ di mesi, anche quell’idillio diventa pesante.

      Io sono di parte, Milano la amo, anche se ne conosco bene tutti i difetti. Potrei andarmene (sono svizzera, nel mio Paese, guadagnerei di piu’ e mi incaxxerei di meno quando si parla di burocrazia, tasse ecc), eppure scelgo di restare qui. Scelgo oggi, forse un giorno, quando cambieranno le mie necessità me ne andrò anch’io e so per certo che ci saranno parecchie cose piu’ belle e parecchie cose meno belle.

      E’ il come guardiamo le cose che fa del posto in cui viviamo un buon posto per vivere.

      Mamma, ho scritto un romanzo, chiedo venia.

      Dario, spero che tu possa trovare un lavoro in una città che ti piace di piu’ oppure che ti riesca di vedere Milano con occhi diversi.

      Un saluto dal microbilocale sui tetti (e fa un caldo che si muore!)
      m.

  29. …e si scoprirono vicini di casa :)

    Dario… se scopri qualcosa che ti piace di Milano me lo scrivi qui sotto?

    Dai! (so che si tratta di una sfida nn indifferente)

    A presto,

    m.

  30. Anche oggi in attesa di un lavoro ho girato la città, apparte lo sciopero tutto lo stesso!!! Adesso sono affacciato alla finestra, fumo una sigaretta ( e io non fumo più )… La cosa più bella che lascio a MI è mia moglie!! Domani ritorno al sud e solo io so quanto mi mancherà!!!

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