Home

“…è un romanzo d’amore” “oh mio dio, no ti prego, che palle…”

Ma si sa, il destino ci mette spesso lo zampino, e così, alcune settimane fa, a 1.500 metri sopra il livello del mare, in un paesino di 300 anime, una notte mentre  fuori l’assenza della luna lasciava alle stelle l’intera volta celeste per illuminare a giorno il paesaggio [son trent’anni che vedo questa scena e ogni volta rimango a bocca aperta col naso in sù col rischio, tutt’altro che recondito, di regalarmi una dose di torcicollo], mi sono ritrovata vis-à-vis con il libro il cui titolo ho rubato per dare un nome a quest post.

Sono mesi che non scrivo qualcosa che superi le tre righe, ho scelto quindi di adottare un approccio soft, citando un passaggio [SPOILER – pay attention!] di questo romanzo che,  inutile dirlo, mi ha conquistata per il suo essere oltre che bello, diverso – e mi riferisco in particolare allo stile – da qualsiasi altro libro letto in precedenza.

E a proposito dello stile, scrive l’autore Paolo Rumiz, nell’introduzione:

A questo scopo, io che l’ho ascoltato [Max, il protagonista di questa storia n.d.r.] /  per farvi provare lo stesso brivido /  le parole cercherò di usare / e riprodurre la sua cadenza, / così che la scrittura “miserabile” / somigli almeno un po’ a quella voce.”

E proprio questa cadenza, queste parole che sono quasi musica, mi hanno rapita e portata in altro luogo e in un altro tempo.

Del resto, non so voi, ma io questo chiedo a un racconto, di fare di me ciò che vuole, di portarmi lontano a visitare altri mondi.

Ecco, alla fine ho scritto molto più di tre righe, e pensare che volevo semplicemente riportare un passaggio che racconta una notte d’amore, o forse in realtà si tratta di una scena di sesso.

Sì, ripensandoci è una meravigliosa scena di sesso…

La spogliò con lentezza e precisione,

un pò alla volta e senza fretta alcuna,

attento alle corde dello strumento

che in quell’attimo aveva tra le mani,

poi con calma scavò dentro di lei

e come un falegname con la pialla

con grande forza e leggerezza assieme

fece volare trucioli di legno

da una parte all’altra della stanza

finché l’opera sua non fu compiuta.

Se li avesse spiati quella notte,

la sua amica dell’anima Charlotte,

cinica di buonsenso straordinario,

avrebbe detto che quella era davvero

“una vittoria della competenza

sull’ansia moderna da prestazione.”

 

Un sorriso,

m.

 

P.S. Una nota di servizio: se mai ti saltasse in mente di seguire il mio consiglio e leggere questo romanzo, leggi prima di tutto la cronologia riportata in fondo al testo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...