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denissenkov

Sono curiosa, di natura.

Tra le cose che più contano nella mia vita ci sono, da un lato, le persone che mi stanno vicine [o che mi sono state vicine e il cui ricordo è vivo, dolce e feroce] e, dall’altro, il desiderio costante e inesauribile di conoscere cose nuove, di vedere luoghi sconosciuti e di incontrare esseri umani con i quali condividere un sorriso, un’emozione o un pezzo di vita.

Alcuni giorni fa pensavo al potere che un profumo può esercitare sulla mente, ai ricordi che un odore è capace di riportare a galla, alla sensazione quasi palpabile di avere qualcuno accanto solamente affondando le narici in un lembo di stoffa.

La musica ha lo stesso potere.

A volte basta ascoltare una nota per ritrovarsi catapultati in un altro luogo e in un altro tempo. E’ sufficiente una canzone per rivivere uno scampolo di vita, basta un adagio per incontrare lo sguardo di una persona che non c’è più.

Questa sera, dopo aver ascoltato il concerto di Vladimir Denissenkov al Teatro Verdi, mi sono resa conto che i ricordi acquistano spesso un peso troppo rilevante nella mia vita.

Questa sera, ripensando alle sensazioni che ho provato ascoltando a occhi chiusi il suono del Bayan, mi sono ricordata che esistono profumi e suoni sconosciuti, odori e musiche mia sentite prima che, accolte con il cuore aperto e la mente libera,  hanno lo straordinario potere di far nascere dentro di noi sensazioni mai provate fino ad allora.

Questo fine settimana sono scappata dal mio mondo e ho scoperto nuovi luoghi e volti che non conoscevo. Per un momento ho avvertito il desiderio – che fin troppo bene conosco – di fuggire, di rincorere l’impellente bisogno di nuovi stimoli e nuovi scenari.

Questa sera mi sono ricordata di quanta ricchezza c’è intorno a me. Non mi fraintendere, di certo non smetterò di viaggiare, anzi…

Eppure, questa sera mi sono ricordata che posso viaggiare in ogni momento.

Mi sono ricordata che posso scoprire mille universi anche solo chiudendo gli occhi, oppure aprendoli sul serio. Anche qui. Anche adesso.

Poche righe queste, forse contorte, ma sincere.

Poche righe dedicate alle persone che amo.

Poche righe dedicate a un Uomo che vivrà per sempre dentro di me.

Poche righe dedicate ai luoghi, ai profumi, ai suoni e ai sapori che conosco.

Poche righe dedicate ai luoghi, ai profumi, ai suoni e ai sapori che ancora non conosco.

Poche righe dedicate anche a me stessa.

Un sorriso,

m.

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