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Sono giorni (e notti) che rifletto sul concetto di “differenza”.

A dire la verità sono anni che questo argomento stimola la mia curiosità e le riflessioni più varie. Tuttavia, la fiamma si è riaccesa con veemenza alcuni giorni fa e da allora non mi da pace [un po’ come Margot che ripropone con impertinenza – rasente la faccia tosta – il suo peluche, lanciandomelo addosso senza tregua].

Giovedì sera chiacchieravo con un’amica: “Michi, come faccio a spiegarmi… insomma, quando uno mi dice che prende un treno per venire al nord… beh, io non riesco a crederci. Ma come? Ancora lì a fare differenze tra nord e sud? Ma dai, è assurdo.”

Lo so, lo so… mi sto addentrando in un ginepraio senza eguali, ne sono consapevole. Eppure – accidenti a me – non posso non spendere due parole su questo tema.

Vediamo se, per una volta nella vita, posso avvalermi –  senza far danni – del dono della sintesi [quello che solitamente viene attribuito alle eccelse e analitiche menti elvetiche e, quindi, per deduzione logica, dovrebbe competermi per passaporto].

Nord – Sud

Bianchi – Neri [ecco, non ho scritto “negri” e già questo mi vale una caterva di punti in meno nella classifica del “politically correct”]

Gay – Etero

Giovani – Vecchi

Ricchi – Poveri [smettila di canticchiare Mamma Maria!]

Belli – Brutti

Di questi tempi [mamma, l’età che avanza] sembra che, tra Silvio che lavora più di notte che di giorno e Obama che perde consensi, uno dei temi più amati dalla sinistra illuminata sia  l’annientamento delle differenze: “Etero e gay hanno gli stessi diritti, proprio come i bianchi e i ne(g)ri, non c’è differenza tra un milanese e un napoletano.. sono tutti uguali, sono tutti esseri umani.”

Mi permetto un’osservazione.

Per quanto mi riguarda sono convinta che ogni essere umano abbia gli stessi diritti. Giuro, non ho alcun dubbio al riguardo. E per me il concetto di essere umano ingloba indistintamente bianchi, neri, gay, etero, napoletani, milanesi e chi più ne ha più ne metta.

E’ il concetto di “differenza” sul quale avrei qualcosa da ridire.

Per cortesia, non venirmi a dire che un eterosessuale è uguale a un omosessuale. Non è vero. Un uomo omosessuale sta con un uomo, un uomo eterosessuale sta con una donna.

Per cortesia, non venirmi a dire che una donna olandese è uguale a una donna nigeriana. Non è vero. Il colore della pelle racconta una provenienza geografica e, spesso, una cultura diversa.

Per cortesia, non venirmi a dire che un napoletano è uguale a un milanese. Non è vero. Il primo mangia babbà, bevendo caffè partorito da una moka secondo un rituale ben preciso, mentre l’altro non disdegna una brioche accompagnata da un nescafé.

Suvvia, non saranno mica la stessa cosa. E per fortuna!

Lungi da me la volontà di creare un affare di stato, l’unica cosa che mi preme esternare è l’invito a prendere coscienza delle differenze oggetive che fanno del mondo il luogo straordinario che è.

Essere “diversi” non è una condanna, è semplicemente un modo di essere. Per cultura o per scelta, poco importa.

Le differenze fanno della realtà in cui ci muoviamo quotidianamente, quel vivaio ricco e inesauribile che ci spinge a guardarci intorno e a decidere quale strada vogliamo percorrere [ovvio, ci sono situazioni drammatiche dalle quali non si può sfuggire, ma – spero ne converrai con me – non è questo il luogo per parlarne…].

Per quanto mi riguarda il rispetto per la Vita non si traduce nella cieca omologazione di ciò che ci circonda. Non dirò mai, nemmeno sotto tortura, che un eterosessuale e un omosessuale sono uguali. Secondo me le differenze “umane” sono una delle poche ricchezze comparabili allo spettro infinito di forme e colori che ci regala ogni giorno la Natura.

Ecco. Tutto qui.

Un sorriso,

m.

4 thoughts on “De rerum natura

  1. Eh già, le differenze esistono, per fortuna! Immaginare un mondo in cui tutti sono uguali a me sarebbe l’incubo degli incubi.

    Ma sai qual è la cosa che più mi interessa di questo discorso sulla diversità? Che nonostante le diversità che hai appena detto, il cuore dell’uomo è lo stesso.

    Per “cuore” intendo quel punto di noi che ci rende inquieti, inappagabili, desiderosi di essere felici, per sempre.

    Ecco, questo mi sembra molto interessante, perché quando incontro qualcuno culturalmente diverso da me non posso che pensare che anche lui, come me, è insaziabile e vuole essere felice🙂 In questo siamo uguali. Più che uguali, fratelli🙂

    Leo

  2. Concordo in pieno! Hai tralasciato la differenza delle differenze, quella uomo-donna. Per cortesia, non venite a dirmi che un uomo e una donna sono uguali. Basta contare il numero di scarpe che ripongono nell’armadio.🙂
    un sorriso a te!

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