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chat noir

Scena 1 :

Gargano, mare commovente e paesini arroccati su promontori da sogno che sembrano stare in punta di piedi per paura di bagnarsi. Il viaggio tortuoso è ripagato da questo spettacolo tanto bello da sembrare scandaloso. Manca solo un posto dove trascorrere la notte. “Ferragosto è passato, non sarà certo un problema.” Seguono telefonate, ricerche in rete  – “ma non potevano fare le lettere più grandi su questo “&%$@*§ di telefono, non si legge niente” – richieste imploranti alle stanche ragazze di mille reception. E poi, l’ultima spiaggia: arredamento anni ’60, delfini sconcertanti dipinti sui muri, candelabri da urlo e pareti della stanza ricoperte di piastrelle bianche arricchite da una sconvolgente linea di piastrelle rosse: nulla da invidiare ai bagni di un autogrill.

Questa stanza la damo ar gatto!

Scena 2:

Auto, infinite ore di viaggio alle spalle, centinaia di chilometri macinati in statale per raggiungere un posto nella beata certezza che si trattasse di un paradiso. Una volta giunti a destinazione davanti agli occhi solo La Desolazione, una città inquietante, palazzoni grigi e gente triste. L’aria nell’abitacolo si fa pesante, la stanchezza si fa sentire, la fame si mangia anche l’ultimo scampolo di buonumore. E nemmeno un letto nel quale dormire.

Questa città la damo ar gatto!

Conclusione Scena 1:

Una cena fantastica e la serata conclusa tra i vicoli ascoltando musica dal vivo ammassati in un cantuccio bevendo vino, whiskey e birra. E chi se la ricorda la stanza?

Conclusione Scena 2:

Stanza vista mare in un borgo da far girare la testa non lontano dalla città della paura, cena all’insegna di racconti e risate e poi musica, tantissima musica dai tetti sopra il cantuccio con vista sul porto.

MORALE

C’è un solo modo per tramutare un momento grigio che rischia di trasformarsi in vera e propria tragedia emozionale nell’incipit di un momento fantastico:

si prende il momento (o il problema, o la persona, o la sensazione) che ammorba lo spirito e lo si da ar gatto.

C’è chi si preoccupa della sorte del gatto ma, credetemi, lui non ne risente. In realtà altro non è che un tramite. Tu gli dai quello che gli devi dare e poi lui distribuisce a terzi. E tutto questo a costo zero, un servizio opensource al 100% e, parola della sottoscritta, efficace al 1000 per 1000!

Un sorriso,

m.

2 thoughts on “Questa la damo ar gatto

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