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notte stellata

“San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto nel concavo cielo favilla.


Ritornava una rondine al tetto, l’uccisero: cadde tra spini;
ella aveva nel becco un insetto, la cena dei suoi rondinini.


Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende, che pigola sempre più piano.


Anche un uomo tornava al suo nido, l’uccisero, disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido, portava due bambole in dono…


Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano;
egli immobile, attonito, addita le bambole al cielo lontano.


E tu, Cielo, dall’alto dei mondi sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi quest’atomo opaco del Male!”

(G.Pascoli)

Scappo da Milano e vado a nascondermi sotto le stelle.

Un sorriso,

m.

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