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blackout

Da qualche giorno un’idea strana saltella nella mia piccola mente accaldata: e se internet non ci fosse?

Se all’improvviso la rete subisse un blackout totale?

Oggi ho pranzato con un amico che di informatica e tecnologie s’intende un bel po’, uno di quelli che server-farm = casa, uno di quelli che ti parlano di quanti come se parlassero di quadri, uno di quelli anche capace di ricordarsi com’è fatta una pianta di more.

Argomenti trattati a pranzo: un’infinità.

Tra tutti uno mi torna in mente mentre mi accorgo che Twitter è bloccato e Facebook da i numeri (le conferme che non si tratta di un problema legato al mio mac mi arrivano da FriendFeed): e se venisse a mancare la corrente sull’intero pianeta? E se il mondo industrializzato si trovasse al buio? Il buio ancora ancora… ma offline!

Terrore, panico, crisi isteriche a non finire.

Provate a immaginare… Milioni di persone che ogni giorno respirano la rete, tengono il 99% dei propri contatti online, studiano, leggono, scrivono, cazzeggiano (perdonate il francesisimo) inchiodati davanti allo schermo.

R. ed io lavoriamo entrambi principalmente con e grazie a internet, lui più di me. Entrambi siamo scoppiati a ridere e abbiamo ipotizzato crisi di nervi, pianti a dirotto, gente che viene alle mani, guerre tra disperati che hanno perso il senso della vita… il suicidio rischirebbe di diventare la prima causa di morte.

Visione apocalittica?

Forse… ma tanto lontano dal vero secondo me non siamo andati.

A me la rete piace, mi piace soprattutto questa “nuova rete” – la parola web 2.0 mi annoia un po’ –  che abbiamo oggi a disposizione, dove sempre più spesso si vengono a creare relazioni che sono veramente lo specchio della realtà, dove si condividono sentimenti veri, dove si parla di cose che accadono sul serio, dove se ti comporti male, gli altri lo vengono a sapere e ti tocca pagarne le conseguenze, dove se ti comporti in modo onesto e trasparente le persone ti rispettano e prendono le tue difese.

Detto questo, a me piace anche camminare per Milano e sentire il profumo dell’erba appena tagliata, raccogliere i fichi nel giardino di casa e andare in bicicletta senza sentirmi in un videogioco braccata da automobilisti nevrastenici e portiere che si aprono all’improvviso con il dichiarato intento di farti fuori.

Domani parto e scappo al lago dove la connessione non c’è. Farò come ai vecchi tempi e lunedì andrò in un internet point a controllare la posta e a gestire gli eventuali impegni. La connessione sul telefono per il momento la evito accuratamente.

Posso usare la parola Buonsenso?

Posso dire di amare la rete e di volermene staccare a tratti del tutto? Posso dire che è possibile conciliare reale e virtuale? Basta volerlo…

E sul tema del “basta volerlo”…beh, avrei un’infinità di cose da dire😉

Un sorriso,

m.

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